Dopo la maratona di ieri oggi l'idea è quella di fare una giornata di riposo, facendo le cose da turisti, Statua della Libertà Ellis Island. Fortuna che siamo mattinieri... e riusciamo a evitare la fila del traghetto a Battery Park... siamo un po' intruppati come tante mucche, poi come salpa il battello tutti presi da una follia in piedi a scattare foto della skyline, della statua...
Comunque si sopravvive, sulla statua della libertà, sulla "crown" come dicono loro occorre prenotarsi un anno per l'altro, per cui ci accontentiamo dell'audioguida. Ellis Island viene liquidato abbastanza in fretta... siamo stati da poco a Genova dove al museo del mare c'era tutta la storia dei nostri emigranti a Ellis Island. Al ritorno la coda per i traghetti è chilometrica.. ringrazimo ancora di essere mattinieri.
Il ritmo lento della giornata ci ha spezzato le gambe.. risaliamo placidamente da Battery Park lungo la riva dell'Hudson in direzione di Ground Zero. Oggi comincia a fare un po' più caldo, tant'è che arrivati a North Cove Marina ci accampiamo in un tavolinetto con ombrellone, ci mangiamo un aio di gelati e ci rilassiamo con un paio di spettacoli di ottimo livello... si sente che siamo al fine settimana; l'atmosfera è diversa, meno gente che corre per lavoro, più gente che corre per jogging
Ground Zero è un grande cantiere, me lo aspettavo diverso. Io che sono salito sulle torri 20 anni fa sono rimasto sconcertato da questa grande ferita non ancora guarita.
Ci incamminiamo, le donne verso lo shopping selvaggio gli uomini verso l'hotel, un comodo letto e una sana connessione a internet, risaliamo lungo la Broadway e ci facciamo un'altra passeggiata massacrante. In realtà a un certo punto risaliamo lungo la Mulberry Street che al sabato è chiusa al traffico auto e si anima con tutti i ristoranti italiani.
Decidiamo di fare la serata in centro e con la metro (non senza fatica) ci dirigiamo verso Broadway, alla ricerca di un pizza Hut visto nel pomeriggio. Devo dire pessima scelta, non credo di aver mai visto un locale più sporco, i sacchi dei contenitori erano accatastati alla base della scala che dava nella sala al piano di sotto dove si mangiva,tavoli sporchi e il pavimento appiccicoso, dove troneggiava il classico cono giallo wet floor
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